William Shakespeare: la sua influenza sulla lingua inglese
La storia del Regno Unito è costellata di capolavori letterari, con molti degli scrittori più famosi al mondo originari proprio di questo Paese. Vengono subito in mente nomi come Charles Dickens, Jane Austen, William Blake, Christopher Marlowe e George Orwell. Ma, come ciliegina sulla torta letteraria, sono emersi anche poeti di grande fama: Samuel Pepys, John Milton, William Shakespeare… Questo è sicuramente un ottimo motivo per imparare l’inglese nel Regno Unito!
È molto probabile che ogni singolo studente del mondo anglofono abbia letto le opere di Shakespeare. Nel corso dei suoi 52 anni di vita, ha prodotto un’opera vastissima, che comprende trentasette opere teatrali, quattro poesie e un’intera raccolta di sonetti. Il compleanno di Shakespeare viene solitamente celebrato il 23 aprile, data che molti ritengono sia anche quella della sua morte, avvenuta nel 1616. A Stratford-upon-Avon, città natale di Shakespeare, in questo giorno si tengono solitamente sfilate ed eventi per celebrare il suo enorme contributo alla lingua inglese!
L'uomo delle quindicimila parole
Si stima che Shakespeare abbia utilizzato ben quindicimila parole uniche solo nelle sue opere teatrali. Per dare un’idea della portata di questo dato, si tratta di circa novemilaquattrocento parole uniche in più rispetto all’intero Antico Testamento della Bibbia, al Corano e alla Torah messi insieme!
È davvero interessante scoprire come Shakespeare abbia inventato nuove parole per esprimere le emozioni o le azioni dei suoi personaggi proprio nel modo in cui le immaginava. Forse trovava l’inglese medio inadeguato? Se è così, siamo contenti che l’abbia fatto. L’atto di inventare nuove parole si chiama “neologismo” e le nuove parole stesse sono chiamate “neologismi”. Tra i neologismi apparsi di recente ci sono “App”, “Google” (usato come verbo, ovviamente) o “Staycation”! Ne conosci altri? Si stima che, in totale, Shakespeare abbia introdotto oltre 1.700 neologismi nella lingua inglese. Beh, chi l’avrebbe mai detto!
5 parole che (probabilmente) non sapevi fossero state inventate da William Shakespeare
- “Bandit” – Enrico VI, Parte II. Pubblicato nel 1594.
- "Elbow" (come verbo) – Re Lear. Pubblicato nel 1608.
- “Lonely” – Coriolano. Pubblicato nel 1616.
- “Swagger” – Sogno di una notte di mezza estate. Pubblicato nel 1600.
- “Dauntless” – Enrico VI, Parte III. Pubblicato nel 1616.
Shakespeare’s Globe Theatre, Bankside, Londra
Gergo, Shakespeare e società
Il gergo (noto anche come linguaggio colloquiale) permette alle culture di comunicare in modo più efficiente e crea una comprensione condivisa più solida delle espressioni di uso quotidiano tra i membri di quella comunità. Cosa diresti se qualcuno ti chiedesse di passargli il “dog and bone”? Niente, perché se conoscessi il Cockney Rhyming Slang, gli passeresti semplicemente il telefono!
Queste 5 espressioni tipicamente inglesi dobbiamo tutte a “il Bardo” – un appellativo affettuoso con cui si indica William Shakespeare:
- “Prendere un raffreddore” – Cimbellino
- «Per l’amor del cielo» – Enrico VIII
- “Zimbello” – Le allegre comari di Windsor
- «Svanito nel nulla» – La tempesta
- «Non è tutto oro quel che luccica» – Il mercante di Venezia
Wow!
Le storie nascoste della lingua inglese sono davvero incredibili, vero? Se hai bisogno di un po’ di aiuto per prepararti a un esame su questo argomento, che ne dici di un ottimo corso di preparazione agli esami di inglese?
Se ti piacerebbe scoprire dove Shakespeare ha scritto alcune delle sue opere migliori, perché non scegliere di imparare l'inglese a Londra o iscriverti a un corso di inglese a Cambridge?